Pilates

Il “Far West” del Reformer PilatesPerche la formazione dell'insegnante fa tutta la differenza

Il Pilates è ormai ovunque. Negli ultimi anni, soprattutto in modo ancora più rapido tra il 2025 e il 2026, gli studi di Reformer Pilates si sono moltiplicati nelle città italiane, con offerte sempre più economiche, classi sempre più affollate e un marketing sempre più patinato. 

Dietro questa crescita esplosiva si nasconde un problema serio che inizia a far rumore anche a livello internazionale.

Lo scorso aprile, The Guardian, noto giornale britannico, ha acceso i riflettori sul boom del Reformer Pilates definendolo un “wild west”, un far west che sta causando un aumento degli infortuni. 

Il Pilates non è formalmente  regolamentato e, mentre la sua popolarità è cresciuta, sono proliferate le classi su Reformer, sempre più affollate e spesso guidate da istruttori con una formazione limitata.

Questo ha creato una divisione crescente nel settore: gli istruttori tradizionali criticano le versioni istagrammate della disciplina, mentre i nuovi studi sostengono di rendere semplicemente la pratica più accessibile ad un pubblico più vasto.

Ma accessibile non significa sicuro. Su TikTok circolano video di incidenti durante le lezioni di Pilates, con persone che cadono dai macchinari, filmati che diventano regolarmente virali e ci fanno ridere per la loro assurdità, ma dovrebbero farci riflettere sulla loro frequenza e diffusione.

Infortuni reali, conseguenze reali

Non si tratta solo di cadute, ma anche di infortuni da trauma dovuti a un’esecuzione errata degli esercizi.

E tra quelli più comuni, The Guardian cita il dolore cervicale causato dal reclutamento eccessivo dei muscoli del collo al posto del core profondo, dal posizionamento scorretto della testa e  dalla mancanza di un’adeguata preparazione addominale.

Il problema della formazione

Michael King, membro fondatore della Society for the Pilates Method, ha dichiarato che chiunque potrebbe aprire uno studio di Pilates il giorno dopo, con poca o nessuna formazione formale. 

Le grandi catene fitness talvolta conducono classi di Reformer con 20 o 25 macchinari in una sala e un solo istruttore: una situazione che, dal punto di vista della sicurezza, è profondamente preoccupante. 

Poiché le classi di Reformer sono così popolari, molti centri organizzano programmi interni per formare gli istruttori a gestire grandi classi — insegnando loro semplicemente come eseguire una sequenza fissa di esercizi.

La Pilates Teacher Association ha dichiarato che dietro il boom degli studi Reformer e il marketing patinato si nasconde un sistema di qualificazione sempre più guidato da interessi commerciali anziché da competenza reale.

La situazione italiana non è diversa

Quello che il Guardian descrive per il mercato britannico si rispecchia fedelmente anche in Italia. 

Anche qui assistiamo alla proliferazione di corsi di formazione brevissimi, alcuni quasi interamente online, al termine dei quali viene rilasciato un attestato di “insegnante di Pilates”. È un attestato, ma non è affatto una certificazione professionale.

Per capire cosa significa una formazione seria, basta guardare i requisiti minimi richiesti da Balanced Body – una delle scuole di riferimento a livello internazionale – per ottenere la sola certificazione Reformer. 

Lo studente deve completare: 

  • Corso Pilates Movement Principles
  • Tre livelli di Reformer (16 ore ciascuno)
  • 30 lezioni personali sul Reformer, 30 ore di osservazione e 90 ore di insegnamento
  • Infine un esame finale scritto e pratico

Il totale è di 198 ore solo per il Reformer, escluse quelle di anatomia. 

Aggiungendo il Matwork, propedeutico al reformer, si raggiungono 300 ore per ottenere il certificato completo da Istruttore Reformer Balanced Body®.

Non proprio un corso di qualche weekend, ma  un percorso strutturato, progressivo che richiede tempo, studio e pratica supervisionata. Un investimento nella propria formazione, che per la mia generazione di insegnanti è sempre stata la norma..

Io stessa, Beatrice Porru, fondatrice di MIA Studio, centro specializzato in Pilates e Feldenkrais, ho percorso questo cammino.

Nel 2007 ho conseguito la certificazione Comprehensive di Balanced Body, con 488 ore di formazione che coprono matwork, Reformer, Cadillac, Chair e Barrel, ossia l’intero sistema di macchine del Pilates. 

Nel 2017 ho conseguito una seconda certificazione presso Fisicamente Formazione, scuola italiana riconosciuta da APPI, per un totale di 450 ore tra corsi e tirocinio. 

A questo si aggiunge la mia formazione quadriennale come insegnante del Metodo Feldenkrais, conclusasi  nel 2000: un percorso che ha arricchito profondamente la mia comprensione del movimento umano e delle connessioni mente-corpo.

Un insegnante competente sa leggere il corpo di chi ha davanti, sa modificare ogni esercizio in base alle esigenze individuali, sa riconoscere i limiti e le controindicazioni. Questo non si impara in un weekend. E forse nemmeno in un solo corso di formazione. Alle competenze si uniscono la pratica quotidiana, la formazione continua e un pizzico di umiltà.

Il Pilates è una disciplina che si fonda su principi precisi di anatomia, fisiologia  e biomeccanica. Non è una questione della forma dell’esercizio in sé né di quanto la foto risulti bene su Instagram. La forma dell’esercizio scaturisce dalla corretta esecuzione che parte dal respiro, attiva la muscolatura del centro e riorganizza il movimento di tutto il corpo. È un lavoro profondo che può essere praticato in qualsiasi condizione fisica e, per questo, è sempre stato caldeggiato da medici e ortopedici.  Almeno fino a quando la stampa britannica non ha acceso i riflettori sui rischi del nuovo mercato del Pilates.

Un segnale positivo: la regolamentazione si muove

In Italia esiste un’associazione di categoria, APPI Italia, che lavora attivamente per regolamentare la professione e tutelare sia gli insegnanti qualificati sia gli allievi. 

Un lavoro necessario e urgente in un momento in cui il mercato cresce più velocemente degli standard.

Cosa puoi fare tu, come allievo?

Prima di iscriverti a uno studio o a un corso, fai qualche domanda:

  • Qual è la formazione dell’insegnante? Quanta esperienza ha? 
  • Le classi sono piccole e personalizzate, oppure  con molte macchine e standardizzate?
  • L’insegnante spiega gli esercizi,  controlla e corregge i movimenti? Offre modifiche per preparare l’esercizio?
  • L’insegnante conosce le tue condizioni fisiche prima di farti salire sulla macchina?
  • Ti viene spiegato come funziona il Reformer e come, a livello del core, si gestiscono le sue forze compressive?

La tua sicurezza e i benefici reali che puoi trarre dal Pilates dipendono dalle risposte che riceverai a queste domande.

Se vuoi provare una lezione  di Reformer con me o con altri insegnanti esperti di Mia Studio, sul nostro sito puoi trovare un’offerta  speciale dedicata a chi si avvicina al Pilates per la prima volta. Saremo felici di mettere la nostra esperienza al servizio del tuo benessere.

Fonti: Sarah Marsh, “‘Wild west’ reformer pilates boom is causing rise in injuries, experts warn”, The Guardian, 4 April 2026 https://www.theguardian.com/lifeandstyle/2026/apr/04/reformer-pilates-boom-injuries

Requisiti certificazione Reformer Balanced Body®: https://balancedbody.it/formazione/pilates/reformer

Fisicamente Formazione – https://www.fisicamentepilates.it

APPI – Associazione Professionisti Pilates in Italia https://www.appi-italia.com